sabato 15 febbraio 2014

Le categorie di mamme che odio


Ogni riferimento a fatti, persone e cose realmente esistenti è puramente casuale J
 
La mamma olistica
Quella che si fa il sapone di aleppo in casa; che lava con le noci; che ha allattato finchè il bambino non ha cominciato le elementari; che non ha vaccinato, che ha praticato il co-sleeping, portato con la fascia, usato i pannolini lavabili, autosvezzato,  partorito senza epidurale in una capanna sperduta nel bosco assistita da elfi, ninfe e Mamma Orsa.
Che si cura con l’omeopatia, la fitoterapia, l’agopuntura, la musicoterapia, i fiori di bach le tisane di coda di rospo e occhi di ragno... Che "Quando tuo figlio ha la febbre gli darai mica la TACHIPIRINA??!". Che non mangia niente di quello che mangiamo noi comuni mortali (carne, uova, farina, latte, zucchero, lieviti, alcolici e bevande gassate). Si nutre di semi, noci, frutta disidratata, verdure crude e farine integrali di cereali che in Italia non esistono nemmeno, fa la spesa solo da Naturasì e al Mercato equo-solidale, compra solo giochi in legno per il nano di casa, che aborre la televisione e i cartoni animati. 

Che ti da consigli assurdi tipo: "hai il nervo sciatico infiammato? Uh come ti capisco, in gravidanza ne ho sofferto un sacco! Senti fai così, fatti aiutare da tuo marito, mettiti a 90 e issati in verticale. In questo modo vedrai che il bambino si sposta e smette di comprimere il meridiano delle vie urinarie e ti sentirai molto meglio!"
Il peggio è che tutto quello che esce dalla sua bocca è VANGELO, e quando ti vede scartare una barretta Kinder comincia a elencarti le 736 cause di morte certa per colpa degli additivi, zuccheri, solfati, agenti chimici nucleari che mettono in quella robaccia. Quasi si strozza urlando “TU fai mangiare la cioccolata a Pupi??” e tu che annuisci mesta… e pensi: cosa ne sarà di tuo figlio alla prima festa di compleanno, quando addenterà un panino al prosciutto, arrafferà una manciata di patatine e trangugerà la prima coca-cola della sua vita? Imploderà??

La mamma perfetta
Quella che ti fa sentire sempre, costantemente inadeguata. E’ sempre puntuale, sempre rilassata e sorridente, sempre vestita con gusto, col giusto abbinamento di colori, sempre truccata sobriamente, sempre amorevole coi figli.
Che non urla mai, nemmeno se il virgulto che sta tirando su con impeccabile amore materno le vomita sulle decolleté Mary Jane da 400€, che si presenta ad ogni festa di compleanno con ciambelloni e muffin fatti in casa, che prepara ogni giorno gustose pietanze per i suoi pargoli, che vota la sua vita ai figli con gioioso entusiasmo, che Julie Andrews le fa un baffo.


I suoi figli si chiamano Beatrice, Angelo e Letizia, e sono la riprova vivente del detto latino “nomen omen”: dormono tutta la notte, non corrono, non sudano, non fanno mai capricci, mangiano a tavola composti e per divertirsi leggono Dostoievski.
E ti guarda con un tenero sospiro trascinare per un braccio tuo figlio urlante verso l’entrata dell’asilo, con la giacca sbottonata e le stringhe slacciate, lui, con la coda moscia, le occhiaie, le calze di due colori diversi, tu, che nonostante tutto cerchi di darti un contegno minacciando Attila tra di denti in un sorriso stiracchiato “dai amore, smettila… smettila o ti disfo di botte!!!”
Sicuramente beve, ti consoli così, pensando a Miss Perfezione come a una novella Sue Ellen.

La mamma Vip
Arriva col Suv e lo molla in terza fila, tanto lei può tutto. Perché quella che scende dall’auto non è una donna comune, no: è un’apparizione.
E’ incinta al 6 mese del terzo figlio ma è magra e soda come tu non eri manco a 15 anni. La pelle luminosa, del resto si permette una pulizia del viso ogni 15 giorni, i capelli lucidissimi con un taglio all’ultimo grido e un colore che mette in risalto i suoi lineamenti perfetti. Il trucco di chi sembra appena uscita da una seduta dall’estetista, il gel alle unghie, il tacco 12, i jeans D&G, il piumino Montclair, i Rayban in testa.

Se non sapessi che Belen abita a Roma penseresti che è lei. Del resto, seguendo le orme della sua beniamina, non si è risparmiata la telecronaca minuto per minuto di ogni istante della gravidanza su Facebook, Twitter, Instantgram, Pinterest, e sul Calendario di Frate Indovino. Tu sapevi che era incinta ancora prima che lo sapesse lei.
E’ tutto un postare foto di lei e della sua pancia liscia come un uovo sodo in posizioni provocanti e lingerie firmata, “perché io sono e resto donna, anzi femmina prima di tutto, ancora prima che madre”.
Osserva inorridita il tuo culo flaccido e i capelli spenti, che lei, citando Samantha di SATC, non si ridurrebbe così nemmeno nel braccio della morte.
Ricambi il suo sguardo pensando “brutta stronza, al terzo figlio vedrai se non si schianterà pure a te il culo…”, ma tanto sai che NON-E’-COSI’, e la detesti ancora di più.

La mamma con l’ansia da prestazione
Quella che suo figlio: a 6 mesi parlava coniugando i congiuntivi (te lo giuuuro! Che-io-vada!!), a 9 camminava, a un anno l’ha iscritto ad un corso di inglese, a 2 a pianoforte, a 3 a scherma, a 4 a danza, a 5 a violino, a 6 a nuoto, a 7 al corso di pittura, a 8 a teatro, a 9 direttamente all’università.
Che a 7 mesi aveva già tutti i denti e magnava bistecche e lasagne, che a 3 già scriveva e a 4 sapeva a memoria tutte le tabelline, compresa quella del 7, e citava brani della Divina Commedia.
Che quando provi ad esternarle preoccupazione “sai, Pupi ha 13 mesi ma ancora non cammina…”, ti guarda con compassione e ti dice “eh ma ogni bambino ha i suoi tempi! Sai, Piergiuliomaria ha cominciato a 9 mesi, ma lui è un bambino moooolto stimolato! Vedrai che Pupi sarà più veloce a parlare!”
“Veramente dice solo mamma, pappa, palla e baba, che vuol dire acqua”
“…”
“…”
“Guarda c’è la mamma di Asia, ti saluto!”

La mamma Avventure nel mondo
Quella che: viaggiare coi bambini SI PUO’.
“Sai, stavo pensando di portare Pupi in Sardegna quest’anno… ho un po’ di dubbi, il traghetto e poi il mare., la sabbia, le scottature…” osi confessarle timidamente
“Ma tesoooorooooo! Io Asia l’ho portata in Kenya a 6 mesi, e abbiamo fatto trekking con lei sulle spalle in Patagonia che non aveva nemmeno un anno! Viaggiare coi bambini si può, BASTA ORGANIZZARSI!”
E certo. Il trekking in Patagonia; e dillo che avevi lo sherpa che ti spingeva il passeggino su per le due Torri de El Calafate! E la tata filippina che ti aspettava ad ogni rifugio.
Suo figlio non soffre l’aereo, né la macchina, né il dorso di cammello.
Mica come Pupi che al secondo tornante per andare a Busalla ha già vomitato l’anima.
L’ultimo viaggio aereo lo ricordo come un incubo; dovevo tenere a bada l’esorcista, che si svegliava ogni mezz’ora solo per vomitare a spruzzo colpendo tutto (e quando dico TUTTO intendo TUTTO) quello che gli si parava davanti. Alla fine le hostess disperate mi hanno dotata di 5 copertine, che abbiamo utilizzato in toto. Scesi a Parigi non vi posso descrivere in che stato eravamo… rispetto poi alle fighesecche che viaggiavano per lavoro in tailleur Hermess…
E per tenerlo seduto un’ora di fila devo abbatterlo, come i rinoceronti nella savana quando bisogna applicargli un microchip: sparargli un sonnifero con un fucile di precisione mente scorrazza urlando su e giù per il corridoio del treno/aereo/pullman. O inchiodarcelo con la sparachiodi.
“Ma daaaaaai! Basta distrarli! Asia adora colorare!”
Anche Pupi, ma generalmente avendo un animo d’artista non si limita al foglio. Se non ha affrescato anche i sedili, il finestrino e la pelata del vicino davanti non è contento.

La mamma paranoica
Vive nella paranoia costante che il figlio sudi, si ammali, cada, si rompa qualcosa, si spaventi o si faccia male.
Ataulfo ha sempre dormito nel lettone perché ha il terrore che muoia nel sonno; mangia solo cibi frullati e sminuzzati perché ha paura che soffochi; non corre perché sennò suda, e se suda si ammala; ha fatto tutti i vaccini, anche la peste bubbonica, “perché non si sa mai”; non va in macchina perché ha paura di fare un incidente; non salirà MAI su un aereo, non scherziamo.
Lei, la madre apprensiva, per usare un eufemismo, gira con un piccolo pronto soccorso in borsa: insulina in caso di shock anafilattico, defibrillatore in caso di arresto cardiaco, e il numero diretto del Dottor House, che è sempre meglio essere previdenti.
Chiama il pediatra ogni volta che Ataulfo osa dare segni di vago malessere, fosse anche un po’ di aria nella pancia (e se fosse un tumore??!).

Se beve troppo forse ha il diabete; se ha la febbre sicuramente sarà meningite; se ha la diarrea sarà colera; se ha la tosse è tisi; se starnutisce è ebola; se è pallido è celiachia; se è troppo attivo sarà ipertirodismo.
E’ la Luciana Onder dei poveri.
Ha un prontuario costantemente sotto mano di tutte le malattie, anche di quelle debellate dal 1623.

E il borotalco; Ataulfo vive avvolto in una nuvola di borotalco perché non deve sudare.
E il balsamo, litri di balsamo, perché Ataulfo ha la dermatite atopica.
Al parco lei è la sua ombra: non salire perché cadi, non saltare che ti fai male, non correre che se inciampi ti spatasci al suolo, non urlare perché potresti modificare in maniera ineluttabile i campi magnetici terrestri e  farci morire tutti.
Se vengono giù due gocce d’acqua Ataulfo non va a scuola perchè potrebbe arrivare un’alluvione; se nevica figuriamoci, che oltre ai cataclismi naturali ci prendiamo di sicuro una broncopolmonite.
Ataulfo non pratica sport perché: il calcio è pericoloso per le ginocchia, il nuoto per la cervicale, la ginnastica artistica per i legamenti, il basket per le dita, la pallavolo per le caviglie, la danza per la schiena, la scherma… c’è bisogno di dirlo??
Ti consoli pensando che con ogni probabilità sta tirando su un serial killer.

E voi? A che categoria appartenete?