Nel giro di nemmeno un mese è successo che rivedessi un
amico francese di passaggio a Genova, e ospitassi a casa due amici olandesi.
E’ una coincidenza astrale rara su, non è che mi metto a
fare la figa con le amicizie international.
E niente, come sempre, volente o nolente, si finisce per
parlare di attualità e di politica, e io comincio ad agitarmi sulla sedia, come
facevo davanti al prof durante gli esami all’università.
“E quindi chi è adesso il Presidente del Consiglio?” mi
chiede Antoine, l’amico numero uno.
“Dunque – faccio io, e già faticherei a trovare le parole in
italiano, figuriamoci in francese – si chiama Letta, Enrico, il piccolo, ed è
di gauche, sì diciamo di gauche, eppperò, e qui viene il bello, è il nipote di
un altro noto pluridecennale parlamentare, Letta, Gianni, il grande, che è à
droit, in fondo, come il bagno, nonché uno dei tanti bracci destri di
Berlusconi, il tentacolare Berlusconi”
“Ma va?, fa lui stupito, quindi zio e nipote sono entrambi
in parlamento in due schieramenti politici opposti. Curioso”.
Sì, curioso, diciamo.