lunedì 21 settembre 2015

Maccaia e riflessioni di settembre

La maccaia stringe Genova in una morsa di umidità spaventosa, riducendo l’aria a brandelli di spugna, talmente carichi d’acqua da sentirteli addosso.


Annebbia il cervello con malinconiche ed umidiccie riflessioni settembrine, unite a quelle estive che mi macinavano il cervello già durante gli interminabili viaggi in macchina da sola in direzione Pu.
Riflessioni ovviamente su Pu e sulla vita.

Cosette così, da viaggio di piacere.

E stringe la mia cervicale, come la morsa letale del boa costrictor, inducendomi attacchi nauseanti di labirintite.
Con la labirintite non puoi fare nulla, solo impasticcarti e aspettare che passi, con la sensazione di essere seduti in barca col mare a forza nove, fuggire sì ma dove, zan zan.

venerdì 18 settembre 2015

Estate 2015

E anche quest’anno siamo sopravvissuti.
L’estate è passata, interminabile e rapidissima, tra chilometri macinati su e giù per la riviera come una palletta impazzita, sconfinando ogni tanto anche verso la Francia.


Per la prima volta nella sua vita, Pu ha realizzato cosa siano le vacanze.
Passando da “mamma, sono contento di non andare all’asilo e di andare al mare, nuotare sott’acqua e anche andare a cavallo!” dichiarazione di giugno, a “mamma ma quando torniamo a casa? Voglio andare all’asilo, mi mancano le maestre!” di pochi giorni fa.

mercoledì 26 agosto 2015

Fenomenologia del tipo da spiaggia

In questa lunga estate 2015 ho avuto modo di confrontarmi con alcuni amici sulla fenomenologia del tipo da spiaggia.
E di misurarmi ancora una volta con la mia incapacità di essere femminile; comincio a pensare ad una mutazione genetica, altrimenti non si spiega come l’altra metà del cielo intorno a me sia sempre impeccabile mentre io sembro sempre appena uscita dalla lavatrice.
Dopo la centrifuga e senza stiratura. In spiaggia poi, tutto questo viene amplificato in maniera esponenziale.
Se già normalmente io sono l’anti-tacco e l’anti-trucco per eccellenza, portare invece tacco e trucco anche in spiaggia, alle perfettine serve solo ad ampliare l’abisso che ci separa. E non importa se con la loro ciabattina col tacco sprofondano goffamente nella sabbia, che di più buffo ho visto solo chi entra in acqua con le pinne; loro mantengono la dignità anche in quel frangente, forti del perfetto pendant del sandalo gioiello con costume e pareo.
Io potrei ambire al massimo alle “Sabbioline”, trend della riviera ligure 2015, che di più kitch esistono solo le De Fonseca con le paillettes.

giovedì 20 agosto 2015

Come colmare il baratro estivo, ovvero: di amiche, shopping e margarita

Agosto è anche questo per noi mamme lavoratrici.

I giorni di ferie che non bastano mai, e puoi tirarli come vuoi ma se li prendi ad agosto lavorerai a Natale, come la classica coperta troppo corta.
E allora, per coprire questo baratro infernale che è diventata l’estate da quando sono madre, figli e marito se ne vanno in vacanza, in una moderna inversione di ruoli che coinvolge me e tante amiche nella stessa situazione.
La casa è vuota e silenziosa, la sera non devi correre a mettere su cena, al mattino non devi alzarti un’ora prima per stendere e preparare la colazione.
La camera dei bambini è perfettamente in ordine, non serve quasi nemmeno passare l’aspirapolvere.
Riesci a stare seduta sul divano per più di cinque minuti senza che qualcuno sotto il metro e venti ti assilli con un “mammamammamammamamma”.
Puoi vedere tutta la TV trash che vuoi.
Puoi persino azzardare un film in streaming.
Puoi evitare di cucinare, e persino di stirare.
Passato il primo momento di smarrimento, in cui alla fine della fiera i piccoli mostri ti mancano da morire, realizzi una cosa sola: LA LIBERTA’.

lunedì 20 luglio 2015

Tempo al tempo

Tempo… prezioso! Cantava Jovanotti, quando ancora si faceva chiamare Jovanotti, nel lontano 1992.
Ultimamente rifletto spesso sul concetto di tempo, che passa, che manca, che non basta mai, che corre, che sfugge, che non passa mai, e anche di tempo in versione meteorologica, ché a seconda se piove o se c’è il sole il mio umore vacilla e la mia giornata può essere stravolta.


Niente come un figlio ti riporta alla nozione del tempo.
Da quando c’è Pu il tempo scorre alla velocità della luce, io mi sento invecchiare e vedo lui trasformarsi e mutare: un giorno posso tenerlo sull’avambraccio e un pezzetto di mano, e in un batter d’occhio arriva a suonare il campanello e ad aprire la finestra del terrazzo, facendomi invecchiare di altri dieci anni in un colpo solo.
Il tempo che non passa mai, nelle notti in bianco e nelle giornate in cui distrutta devi comunque andare al lavoro.
Il tempo che vola, scandito dall’anno scolastico.

lunedì 6 luglio 2015

La Santa Inquisizione - libri all'indice

Avrete sicuramente appreso nei giorni scorsi la notizia del ritiro nelle scuole venete dei libri
cosiddetti gender; azione del neo sindaco Brugnaro, mente illuminata che con rara saggezza ed apertura mentale ha pensato bene di dare il colpo di grazia ad un temibile progetto di educazione alla diversità iniziato nelle scuole venete nel 2014.
Psicologi ed educatori avevano scelto 49 titoli da inserire in questo percorso educativo, roba da far tremare i polsi a Elton John e Ricky Martin vi giuro, che io oscenità del genere non riesco nemmeno a concepirle.
Storie come “Guizzino”, il pesciolino nero coraggioso, oppure titoli dalla famosa saga di Ernest e Celestine (in Franca, che si sa che son tutti un po’ “così” ci hanno fatto persino un cartone animato, pazzi, pazziiiii!!!).
Ma più di tutti mi ha rovesciato lo stomaco la storia di “Piccolo blu e piccolo giallo”, un testo equivoco, malizioso, pieno di significati subliminali, che sono certa sia la bibbia del movimento LGTB, utilizzato per manipolare le menti duttili ed influenzabili dei nostri poveri bambini,  mettendo loro in testa questi assurdi concetti di rispetto per la diversità, libertà e pari opportunità.
Uno scandalo, che è giusto sia stato sradicato dalle nostre scuole. (certo se li mandaste alla privata questi problemi non li avreste, comunque…).

mercoledì 1 luglio 2015

Etichette e gabbie mentali

Riflettevo in questi giorni sul cambiamento che Pu ha avuto da quando ha cominciato l’asilo “dei grandi”.
Nel bene e nel male è cresciuto molto, si è calmato un pochino (anche se la sua natura irruenta ha sempre il sopravvento), e si è smaliziato parecchio (la maestra all’asilo vuole che faccio così, ma ora non siamo all’asilo e la maestra non mi vede, quindi faccio a modo mio).
Ma la cosa che mi fa più pensare è il cambiamento che ha avuto rispetto ad alcuni dei valori chiave che ho sempre cercato di trasmettergli. (Per non chiamarle “etichette mentali che io gli avevo affibiato”)

Vuoi per la nostra situazione familiare - un papà africano, una mamma atea con ambizioni artistiche frustrate (J) -  vuoi perché io sono stata cresciuta così, ho sempre cercato di dare a Pu una visione della vita e del mondo il più ampia possibile.
Cerco di trovare un equilibrio per non passare per la “snob-radical chic-che-fa-tanto-figo”, quindi doso gli spunti montessoriani con quelli più beceri.
Tipo se stasera andiamo al teatro occupato a vedere lo spettacolo delle bolle del teatro degli artisti di strada caucasici per finanziarne l’autogestione, domani compensiamo con film al multisala, secchiello di pop-corn da 15€ e cena all’Old Wild West. (Mac Donald no, scusate, ma non ce la faccio….argh! ecco il demone snob-radical chic che esce fuoriii!)
Per dire.