La maccaia stringe Genova in una morsa di umidità
spaventosa, riducendo l’aria a brandelli di spugna, talmente carichi d’acqua da
sentirteli addosso.
Annebbia il cervello con malinconiche ed umidiccie riflessioni settembrine, unite a quelle estive che mi macinavano il cervello già durante gli interminabili viaggi in macchina da sola in direzione Pu.
Riflessioni ovviamente su Pu e sulla vita.
Cosette così, da viaggio di piacere.
E stringe la mia cervicale, come la morsa letale del boa
costrictor, inducendomi attacchi nauseanti di labirintite.
Con la labirintite non puoi fare nulla, solo impasticcarti e
aspettare che passi, con la sensazione di essere seduti in barca col mare a
forza nove, fuggire sì ma dove, zan zan.








