Agosto è anche questo per noi mamme lavoratrici.
I giorni di ferie che non bastano mai, e puoi tirarli come
vuoi ma se li prendi ad agosto lavorerai a Natale, come la classica coperta
troppo corta.
E allora, per coprire questo baratro infernale che è diventata
l’estate da quando sono madre, figli e marito se ne vanno in vacanza, in una
moderna inversione di ruoli che coinvolge me e tante amiche nella stessa
situazione.
La casa è vuota e silenziosa, la sera non devi correre a
mettere su cena, al mattino non devi alzarti un’ora prima per stendere e
preparare la colazione.
La camera dei bambini è perfettamente in ordine, non serve
quasi nemmeno passare l’aspirapolvere.
Riesci a stare seduta sul divano per più di cinque minuti
senza che qualcuno sotto il metro e venti ti assilli con un
“mammamammamammamamma”.
Puoi vedere tutta la TV trash che vuoi.
Puoi persino azzardare un film in streaming.
Puoi evitare di cucinare, e persino di stirare.
Passato il primo momento di smarrimento, in cui alla fine
della fiera i piccoli mostri ti mancano da morire, realizzi una cosa sola: LA
LIBERTA’.
E sai che durerà poco, e che devi far fruttare questi pochi
giorni come fossero mesi.
Per le amiche ancora in smarrimento e affogate nel senso di
colpa ho stilato un decalogo (in effetti i punti sono più di dieci) delle cose che
si possono e devono fare in una settimana di agosto in città, senza marito e
figli tra i piedi:
Shopping. Shopping. E ancora shopping
Vagolare per i tuoi negozi preferiti senza meta, senza
senso, senza per forza voler comprare qualcosa, accaparrandoti magari per caso
l’occasione dell’ultima coda dei saldi.
Fare la turista nella tua città; visitare una mostra, o quel
museo dove sei stata l’ultima volta nel 2002 per preparare l’esame di storia
dell’arte contemporanea.
Prendere un caffè da sola, o ancora meglio un aperitivo sul
mare.
Per quello ci vuole un’amica, o anche più di una.
Andare a fare un bagno uscita dall’ufficio, godendosi il
crepuscolo senza l’ansia di dover correre a casa.
Dormire una notte intera senza interruzioni (mamma ho sete,
mamma mi scappa la pipì – cazzo bevi alle 3 di notte allora?? – mamma ho caldo,
mamma ho paura)
Spalmarsi sul divano senza fare NIENTE.
Mangiare tonno direttamente dalla scatoletta.
Lasciare i piatti nel lavello.
Schiacciarsi i punti neri.
Fare uno scrub, un bagno rilassante, cospargersi di crema da
capo a piedi, infilare guanti e calzini ripieni di crema idratante e una
maschera per la notte, e svegliarsi con la pelle di un bambino.
Quasi dai.
Mettere in ordine la camera dei bambini, buttando via la
metà dei giocattoli di cui nemmeno ricordano l’esistenza.
Ok, mettiamoli prima da parte per un po’, che quelli hanno
una scatola nera al posto del cervello. E se a ottobre gli salta il pallino
della macchinina verde con le fiamme e non la trovano potrebbe scatenarsi la
terza guerra mondiale.
Mettere in ordine la dispensa. (Magenta pensaci tu)
Fare colazione come in albergo; pane tostato, burro e marmellata. Uova strapazzate, caffè, centrifuga, yogurt, parmigiana di melanzane, gnocco fritto e trenette al pesto.
Andare al cinema all’aperto a rivedere quel film che non hai
potuto vedere d’inverno perché il mostriciattolo aveva 40 di febbre.
Pulire il frigo.
No dai, scherzavo.
Non passare l’aspirapolvere per una settimana.
Fare la cacca.
Da sola.
Con la porta aperta.
Dormire a stella nel lettone.
Uscire ogni sera. A cena. Con ottime amiche part-time-single
come te.
A parte una, in cui sono d’obbligo un film d’amore e una
vasca di gelato. Da dividere con l’amica del cuore, OVVIAMENTE.
Organizzare un aperitivo, una cena, un bagno al mare,
un’uscita serale. Tutto lo stesso giorno.
Fare shopping, ancora.
Finire quel romanzo che tieni sul comodino da sei mesi, e
sei ferma alla terza riga di pagina 52 perché immancabilmente, sull’inizio
della quarta cominci a sbadigliare, e sul finire della quinta dormi già. Devo
dirvelo che il giorno dopo dovrete ricominciare dalla terza riga perché non vi
ricordate più nulla?
Puntare la sveglia un’ora dopo, e fiondarsi al lavoro sul
filo di lana.
NON cucinare MAI, per nessun motivo al mondo.
Concesso solo ordinare a domicilio. Mangiando con le mani,
per non dover nemmeno lavare i piatti.
Fare shopping. L’ho già detto?
Non stirare; e gettare il ferro da stiro nell’angolo più
recondito della dispensa, per non ricadere in tentazione a settembre.
Sfrecciare in riviera con tutti e quattro i finestrini
spalancati, anziché aperti in sottili spiragli per non far prendere troppa aria
al bambino dietro.
Godersi il silenzio, l’ordine, la quiete.
E relegare nell’angolino più recondito del cuore la vocina
che ti dice “ma perché quando ce l’ho in mezzo ai piedi vorrei spararlo in un
cannone e quando non c’è mi manca da impazzire?”
Comunque ricorda amica: non c’è niente che un buon margarita
e la compagnia di amiche sceme possa far passare!
Buona estate!
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